AEROGRAFO SENZA CORONCINA: PERCHE’ IL 60% DEGLI ARTISTI LAVORA COSI’?

Alcuni allievi sono incuriositi da taluni artisti che sul web e su YouTube usano l’aerografo senza la coroncina anteriore, e mi chiedono se questa mancanza pregiudichi il funzionamento dell’aerografo o meno. Infatti molti filmati sul web mostrano acrobazie da parte di esperti airbrusher con aerografi privi di coroncina, che lasciano col fiato sospeso chi è all’inizio di questa avventura e non capisce come si possa lavorare in quel modo senza rovinare l’aeropenna.

Sicuramente se stai leggendo questo articolo sei interessato a capire il perché di questo e ti rispondo molto volentieri, premettendo però un’informazione fondamentale, che è alla base della tua futura conoscenza della tecnica: la coroncina non è una parte “funzionale” del tuo strumento, nella stragrande maggioranza degli aerografi in commercio e non influisce in alcun modo sul risultato del tuo lavoro, mentre lo sono indiscutibilmente il cappellotto, ovvero il cono su cui avviti la coroncina, e ovviamente ago e ugello, chiamato anche duse (che è il nome italianizzato del sostantivo tedesco düse con il quale in Germania negli anni ’20 veniva chiamato questo componente dell’aerografo).

Pertanto, dal momento che la coroncina non influisce sul funzionamento del tuo aerografo, tu puoi tranquillamente lavorare senza (e l’aerografo funziona perfettamente lo stesso), mentre la mancanza di uno qualsiasi degli altri tre pezzi rende l’aerografo inutilizzabile e non funzionante. Il cappellotto per primo, ma alla stessa stregua anche l’ugello è ovviamente l’ago.

Questo succede nella stragrande maggioranza degli aerografi, quasi tutti, tranne che nei modelli meno recenti dei Paasche (quelli col manico rosso di antica generazione) dove la coroncina invece è indispensabile al funzionamento perché è il componente che determina la depressione all’interno dell’aerografo e l’aspirazione del colore sotto l’effetto dell’aria compressa.

Nell’immagine in alto ho pubblicato una foto con il puntale completo di un Harder & Steeenbeck con il relativo ago, dove la coroncina, invece di essere chiusa come nella maggior parte degli aerografi, è forata, cosa che consente di avvicinarsi molto senza creare turbolenze o addirittura il risucchio del supporto stesso (lo percepisci se stai lavorando su un foglio di carta). Altre coroncine sono tagliate proprio come una piccola corona (da qui il nome) e anche queste hanno tale forma per lo stesso motivo di quella dell’Harder & Steenbeck.

Quando aerografi, il colore esce prendendo la forma di un cono (quello rappresentato in rosso nella foto), con il vertice sulla punta dell’ago e la base a contatto con la superficie da aerografare.

L’angolo di fuoriuscita del colore è sempre lo stesso, pertanto se vuoi ampliare la superficie da aerografare dovrai allontanarti, mentre se vuoi fare un dettaglio dovrai avvicinarti.

L’artista che toglie la coroncina (foto a destra) si avvicina di più alla superficie avendo maggiore controllo e mirando meglio nella realizzazione dei dettagli più piccoli. Quando invece lavora con la coroncina montata (nella foto a sinistra, in sezione, la parte colorata di nero) la distanza dal supporto è leggermente maggiore e il segno, anche da molto vicino, sarà leggermente più largo.

Ecco svelato il motivo del lavoro senza coroncina. Ovviamente se operi in questo modo esponi la punta dell’ago al rischio di sfiorare la superficie e quindi di piegarsi o di rovinarsi in modo a volte irreversibile.

Pertanto, proprio se la tua esperienza non è molto grande, fai attenzione a non abusare di questa abitudine e quando lo fai, cerca sempre di non avvicinarti troppo al tuo supporto in modo da escludere qualsiasi contatto dell’ago con esso.

Se ti accorgi che l’ago si è piegato, sfilalo con attenzione e riaffilalo con questo strumento molto utile e facile da usare, lo SHARPENAIR, il ripara-aghi.

Se ti accorgi che l’ago è molto piegato, non sfilarlo, ma mandami un messaggio con foto su whatsapp, vedrò di darti una mano senza generare ulteriori danni.

Mario Romani

2 commenti su “AEROGRAFO SENZA CORONCINA: PERCHE’ IL 60% DEGLI ARTISTI LAVORA COSI’?”

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