3 OPERAZIONI PER LA MANUTENZIONE DEL COMPRESSORE

La manutenzione del tuo compressore è molto importante perché il buon uso del tuo aerografo parte da una buona qualità dell’aria compressa. Non tutti i compressori sono uguali e in questo articolo prendo in esame i compressori con serbatoio, cioé quelli che immagazzinano aria compressa in un contenitore stagno dotato di valvola di non ritorno.

Questo tipo di compressori può essere sia con motore a bagno d’olio, sia a secco. Ovvero, il raffreddamento del motore nel primo tipo si verifica disperdendo il calore dell’attrito del pistone nell’olio del motore, evitando così di grippare, esattamente come nel motore dell’auto; nel secondo tipo il raffreddamento si verifica per raffreddamento a contatto con l’aria dei materiali autolubrificanti con cui è costituito il pistone e la camicia in cui esso si accoppia. In genere si tratta di teflon.

Nei compressori con motore a bagno d’olio, le operazioni da effettuare per una buona manutenzione sono in sostanza tre. La prima è quella legata al controllo saltuario del livello dell’olio (se lavori con una certa continuità controlla almeno una volta al mese). Ciò si effettua osservando la lente d’ispezione trasparente, generalmente posta al centro del motore, sulla quale c’è un segno rosso che rappresenta il livello dell’olio da mantenere costante. Quando il livello cala, puoi rabboccarlo inserendo l’olio con un piccolo imbuto in uno dei beccucci che fuoriescono dal motore.

Nei compressori di questo tipo il consumo d’olio non è come nelle automobili, e dipende ovviamente dal lavoro a cui è sottoposto il motore. Il rischio maggiore per una diminuzione d’olio e un calo nel livello improvviso è legato allo spostamento del compressore con una certa inclinazione e al conseguente sversamento dell’olio, che finisce nel serbatoio dell’aria. Generalmente però questi compressori vengono usati in postazione fissa, perché essendo particolarmente pesanti, non sono certo adatti a spostamenti frequenti e agevoli.

La seconda operazione è il controllo e la pulizia del filtro anticondensa dove si raccoglie l’umidità e l’acqua che vi si condensa dentro nel passaggio dal serbatoio al tubo. L’umidità è un fatto abbastanza normale, e dipende fondamentalmente da fattori esterni e dalla temperatura: l’umidità contenuta nell’aria che viene aspirata e la temperatura esterna. Se c’è umidità nell’aria, più differenza c’è tra la temperatura esterna e quella del motore e maggiore è la possibilità che l’aria, raffreddandosi velocemente nella cartuccia trasparente del filtro, si condensi e si depositi lì.

Bisogna pertanto svuotare spesso la condensa che si raccoglie nel filtro, premendo il pistoncino generalmente posto sotto la cartuccia, quando il compressore è acceso e carico. Nel momento in cui si preme il pistoncino, l’aria compressa espelle all’esterno il liquido raccolto, evitando il rischio che, salendone il livello, esso si insinui dentro il tubo e arrivi all’aerografo.

La terza operazione è quella che spesso viene dimenticata e che a volte qualcuno non conosce neppure: lo svuotamento della condensa raccolta nel serbatoio. I compressori con serbatoio accumulano aria in questo contenitore stagno. Il primo raffreddamento dell’aria avviene lì dentro e di conseguenza in questo tipo di compressori è meno frequente trovare umidità nel filtro.

L’umidità dunque si deposita nel serbatoio, rimanendone all’interno finché non viene aperta la valvola di spurgo e fatta fuoriuscire sempre con compressore carico, e facendo attenzione che la pressione dell’aria in uscita dalla valvola sia bassa, per evitare che l’acqua venga espulsa schizzando da tutte le parti.

Se non si effettua questa operazione frequentemente (o mai, come talvolta mi è capitato di verificare!), si creano due inconvenienti: nel primo, l’acqua che sia accumula riduce il volume d’aria immagazzinabile, pregiudicando il rendimento del compressore, che tende a ripartire sempre più spesso per ricaricare il serbatoio. Nel secondo, che agisce nel tempo, l’umidità aggredisce il metallo all’interno del serbatoio, lo arrugginisce, lo corrode e ne può compromettere la resistenza strutturale sotto l’azione combinata della pressione interna. Più di una volta mi è capitato di imbattermi in compressori la cui bombola si è “bucata” e quindi ha reso il compressore inutilizzabile.

Se ti serve l’olio specifico per rabboccare il tuo compressore clicca su questo link.

Buon lavoro!
Mario Romani

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