COSA POSSO USARE PER PULIRE L’AEROGRAFO?

La pulizia delle attrezzature di lavoro è un passaggio fondamentale per il loro corretto uso, per la loro durata nel tempo e per il mantenimento ottimale di una qualità di utilizzo. L’aerografo non fa eccezioni. Devi conoscerlo bene, visto che, se vuoi lavorare con continuità e senza interruzioni a cui non riesci a dare una soluzione, il suo corretto funzionamento è legato strettamente alla sua pulizia e alla manutenzione.

Per fare questo ti occorrono dei pulitori o cleaner, che sono liquidi detergenti di vario tipo e gli accessori per svolgerla senza problemi, e dei piccoli accessori di facile reperibilità.

La pulizia dell’aerografo va fatta scegliendo il pulitore adeguato alla tipologia di colori usati: se usi colori acrilici all’acqua, ovviamente dovrai usare un cleaner apposito; se usi colori a base nitro, dovrai usare il diluente nitro; se usi altre tipologie di colori (tipo quelli del modellismo, che possono essere a solvente o ad alcool) ti consiglio sempre di usare il loro specifico.

Se parliamo di colori acrilici all’acqua, in commercio esistono molti pulitori o cleaner, spesso legati a marche specifiche, e quindi suggeriti per la pulizia quando tu usi quella marca. Si tratta sempre di detergenti che sciolgono i residui di colore all’interno dell’aerografo, senza essere troppo aggressivi e senza lasciare schiuma o depositi.

Se il colore si è seccato all’interno del serbatoio bisogna lasciar agire il cleaner per qualche tempo, in modo che lentamente lo sciolga e permetta di rimuoverlo. Ti consiglio di riempire il serbatoio dell’aerografo e di lasciarlo lì per qualche ora.

Con le altre tipologie di colori, come già detto, utilizza il pulitore adatto. Anche l’alcool può essere utilizzato perché è un buon solvente, ma avendo una velocità di evaporazione piuttosto alta, in caso in cui l’aerografo sia particolarmente sporco, tende ad evaporare prima di aver pulito bene, e magari necessita di qualche passaggio in più.

Esistono anche solventi più aggressivi che in taluni casi vengono utilizzati: l’acetone e la trielina ad esempio, ma in entrambi i casi, io non consiglio mai il loro utilizzo per una serie di ragioni, non ultima quella che evaporando nell’aria non sono proprio salubri da respirare!

In casi davvero difficili, puoi sempre usare il solvente nitro, quando il tuo cleaner per acrilici non è efficace come vorresti. Prestando attenzione, al termine, a ripulire bene l’aerografo da questo solvente e ad asciugare l’ago dopo averlo estratto.

Tieni conto che la stragrande maggioranza di aerografi in commercio oggi ha al suo interno guarnizioni in teflon, resistenti alla nitro, per cui non corri alcun rischio se utilizzi anche questo solvente.

Nella pulizia e nella manutenzione puoi utilizzare semplici accessori come scovolini, cotton fioc, qualche pennellino, e poi del normale olio lubrificante per aerografi per le filettature e l’ago. Il lubrificante migliore è quello non tossico e non derivato dal petroli LUBE, che non contiene siliconi ed è adatto all’uso con l’aerografo.

Se possiedi un aerografo con ugello avvitato fai molta attenzione, una volta rimosso l’ugello, ad utilizzare uno scovolino per la pulizia interna dell’aerografo che abbia il ferretto – dove sono intrecciate le fibre – il più sottile possibile: usarne uno grossolano, come spesso vedo in giro, significa rischiare di rovinare il filetto interno dell’aerografo, con la brutta sorpresa di non riuscire più ad avvitarci l’ugello, dopo la pulizia! Molto meglio gli scovolini dentali, che trovi normalmente anche al supermercato, sottili nel manico e con setole morbidissime.

Se devi rimuovere l’ugello avvitato per pulire l’interno dell’aerografo, fallo sempre con la chiave in dotazione al tuo aerografo, mai con pinzette o altri strumenti improvvisati. Il rischio di piegarlo o danneggiarlo è molto più grande di quanto pensi. In ogni caso dotati di una piccola lente d’ingradimento o un lentino contafili per valutare con precisione l’integrità del filetto, di un ugello o dell’ago stesso, perché a volte certe piccole imperfezioni sfuggono alla vista e solo con un buon ingrandimento si palesano.

N.B.: Le cose da non fare sono queste: mai lavare l’aerografo sotto il rubinetto del lavandino, mai metterlo sul fornello di cucina, dentro un pentolino, a bollire (ti dico cose successe, non leggende metropolitane!!!), mai lasciarlo a bagno dentro un solvente aggressivo per ore, mai pulire il puntale di punta con un cotton fioc o uno scovolino, senza prima aver tolto l’ago (vedi video!)

Sono operazioni TERRIFICANTI, viste svariate volte nell’arco della mia esperienza di insegnamento e consulenza, che solo l’incompetenza può partorire, con danni a volte irreparabili.

Puoi invece periodicamente smontarlo e lavarlo con una macchina ad ultrasuoni (senza metterci la valvola dell’aria), come quelle degli orefici e degli orologiai: si trovano sul web, sono semplici da usare e l’azione combinata dell’acqua con un goccio di detergente e dell’ultrasuono, favoriscono il distacco di microparticelle inaccessibili alla pulizia manuale. Al termine del ciclo, non superiore ai 10 minuti, sciacqua e asciuga bene ogni parte dell’aerografo e poi rimontarlo dopo aver lubrificato filetti ed ago.

E ricordati, che più sei scrupoloso nel tenere in ordine il tuo strumento di lavoro, e più ti divertirai ad usarlo senza troppi inconvenienti!

Spero che questo articolo ti sia stato utile. Buon lavoro con l’aerografo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *