DIPINGERE AD AEROGRAFO SU SUPERFICI DIVERSE

Come anticipato nell’articolo della scorsa settimana, nel quale ho parlato dei colori, di come sono realizzati e delle loro caratteristiche, oggi ti parlo delle superfici su cui tu potrai cimentarti con l’aerografo, che sono diversissime tra loro e con caratteristiche talmente differenti da importi un po’ di conoscenza e sperimentazione.

Perché come già detto, un errore molto frequente è proprio quello di pensare che una volta capito come funziona l’aerografo, e abbiamo riempito il serbatoio, si possa lavorare dappertutto nello stesso modo. Niente di più sbagliato. Per evitare problemi, e iniziare a capire come sia indispensabile un po’ di “palestra” per poi poter lavorare in modo soddisfacente.

Improvvisandoti e trascurando un minimo di conoscenza, così come coi colori anche con le superfici troverai problemi e sorprese impreviste e sgradite.

L’aerografo può lavorare praticamente su qualsiasi materiale o superficie. Per cominciare ad orientarti, vediamo di dividerli in due classi, intuitivamente molto semplici da individuare:

  1. materiali e superfici assorbenti
  2. materiale e superfici non assorbenti

E’ una prima differenziazione di massima, utile e preziosa per cominciare a scegliere i colori giusti. Per materiali e superfici assorbenti si intendono i cartoncini da illustrazione, la carta, le stoffe e i tessuti, la pasta di zucchero delle torte di cake design, ecc. Queste superfici tendono ad assorbire il colore o la sua parte acquosa, pertanto su di esse si può lavorare in modo soddisfacente con le sostanze coloranti, viste nell’articolo della settimana scorsa, che colorano per assorbimento molecolare essendo prive di pigmento.

Ovviamente su una superficie assorbente si può lavorare anche con colori pigmentati, ma in questo caso il colore forma comunque una pellicola superficiale che si fissa (non essendo possibile che il materiale assorba il pigmento, che è una sostanza solida) ed eventualmente assorbe solo la parte acquosa del colore, ovvero l’acqua che veicola il pigmento. Questo può essere un problema se lavori su stoffa e stai realizzando una decorazione che deve lasciare il tessuto morbido, mantenendo quella che in gergo viene definita la “mano morbida”.

Questa situazione si verifica quando aerografando su una maglietta si esagera con la quantità di colore: il pigmento tende a fissarsi sulla superficie ma l’acqua che invece di evaporare viene assorbita, tende a trasudare sul rovescio, trascinando tra le fibre anche un poco di pigmento, che le irrigidisce, rendendo sgradevole il tessuto al tatto e sporcando di fatto il rovescio del capo.

Nel caso della stoffa è bene esercitarsi per evitare questo inconveniente, che rende invendibile il tessuto disegnato.

Per superfici non assorbenti si intendono tutte le materie rigide che non possono assorbire il colore (metallo, plastica, resine, ABS, ecc.) oppure quei prodotti come il cioccolato, nel settore alimentare, che essendo a base grassa, non consentono ai coloranti alimentari a base acqua di fissarsi ed essere assorbiti.

In questi casi bisogna sempre utilizzare colori filmogeni, di cui ti ho spiegato natura e composizione nell’articolo precedente. E quando usi questi colori devi sempre avere una certa cura di nebulizzarli in modo che il solvente (acqua o alcool o solventi sintetici) serva solo per veicolare pigmento e resina fuori dall’aerografo ma evapori prima di arrivare sulla superficie. In questo modo resina e pigmento si fissano su di essa senza bagnarla, e l’asciugatura è sempre molto veloce, specie nelle piccole decorazioni.

Le superfici non assorbenti rispetto a quelle assorbenti, che possono essere decorare immediatamente, generalmente hanno bisogno di una preparazione prima di essere aerografate, e va valutato anche il fatto che siano o meno materiali già primerizzati o grezzi. Mi spiego meglio: se devi realizzare un’aerografia su un pannello di lamiera, se la lamiera è grezza (ovvero non primerizzata, cioè non è stata ancora verniciata con un fondo) prima di tutto va applicato un fondo (o primer) che sia adatto per il materiale su cui vuoi lavorare. Primer per plastica se stai per aerografare un caschetto da skate; primer da metalli se stai per lavorare su un serbatoio di una moto.

Una volta primerizzata, la superficie va opacizzata, ovvero va eseguita una leggera abrasione superficiale per renderla leggermente satinata, e consentire il grip dei colori che andrai ad applicare. Per opicizzazione quindi si intende una lavorazione meccanica, che nulla ha a che vedere con l’aggettivo che spesso caratterizza le vernici, a finitura lucida od opaca, che sono soltanto la loro diversa caratteristica si riflettere in modo diverso la luce. Entrambi i tipi di vernice, ai fini di una corretta preparazione prima dell’aerografia, vanno infatti opacizzati.

Nel prossimo articolo ti spiegherò quali prodotti usare e come orientarti nel settore delle carte abrasive e degli schotch brite.

Buon lavoro con l’aerografo!

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