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SICUREZZA E PROTEZIONI PER IL LAVORO CON L’AEROGRAFO

In molti mi chiedono informazioni sull’uso dell’aerografo in sicurezza, in tutti i settori, compreso quello alimentare. La domanda viene spontanea nel momento in cui, dopo qualche ora di aerografia, se l’ambiente è chiuso e non ha ricambio d’aria, si nota la persistenza in controluce di polvere nell’aria, che inevitabilmente in parte viene inalata e respirata.

E’ un dubbio che spesso assale gli hobbysti, ma anche professionisti di settori al di fuori della verniciatura, come ad esempio cioccolatieri e pasticceri, spesso alle prese con grandi superfici da spruzzare con cioccolato temperato o burro di cacao colorato (torte, uova di pasqua, piece da concorso, ecc.), in maniera così imponente a volte da lasciare residui nell’aria di colorante a base di burro di cacao che poi sporcano l’ambiente costringendo a lunghe sedute di pulizia sulle superfici.

Per non parlare della parte che viene inalata, lasciando in gola un senso di irritazione e bruciore agli occhi (e stiamo parlando di prodotti alimentari!). Vorrei darti qualche consiglio e tranquillizzarti sotto diversi aspetti, sottolineando come, anche in questo settore, ciò che fa male sono sempre gli eccessi.

Benché io stia parlando di prodotti commestibili, se un cioccolatiere spruzza tutto un pomeriggio delle uova di pasqua con una pistola e del burro di cacao colorato, e se l’ambiente non ha cappe di aspirazione e non c’è ricambio d’aria, indubbiamente qualche piccolo inconveniente si potrebbe innescare.

Vediamo quindi di fare una distinzione tra un utilizzo saltuario di colori alimentari, oppure di colori acrilici ad acqua e quindi non tossici, per lavori di piccola entità e invece l’utilizzo di colori e vernici da carrozzeria, magari a solvente e per lavori di grande metratura.

Nel primo caso, con colori alimentari e colori acrilici all’acqua non si corre alcun rischio: non vi sono solventi che si liberano nell’aria (tranne l’acqua che passa dalla fase liquida alla fase gassosa, si trasforma quindi in vapore acqueo, e l’alcool).

Se stai lavorando in un ambiente piccolo e non hai un ricambio d’aria, l’unico inconveniente può essere la polvere che resta in sospensione nell’aria, ma che per piccoli lavori è assolutamente trascurabile; per grandi superfici, nel momento che la sua concentrazione dovesse aumentare, può essere intercettata indossando una comune mascherina filtro sulla bocca che impedisca alla polvere di essere inalata durante il lavoro.

Con una spesa relativamente abbordabile tu puoi attrezzarti con un piccolo aspiratore da tavolo, efficacissimo per i lavori appena citati, considerando anche la ridotta portata di polvere prodotta da un aerografo con ugello da 0,2  o 0,3 mm. Ti occorre un’apertura all’esterno per convogliare fuori l’aria filtrata attraverso il tubo corrugato in dotazione.

Nei casi invece in cui i lavori di aerografia implichino il lavoro su superfici più grandi (come quella di un cofano di un’autovettura ad esempio) e l’uso di colori a solvente, le cose cambiano. Dal 2007 la Comunità Europea a tutti gli stati del nostro continente, ha imposto la riconversione degli impianti di verniciatura dal solvente all’acqua, per contenere l’emissione dei VOC (composti organici volatili), generati da solventi, diluenti e vernici, da un lato per contenere drasticamente il buco dell’ozono, e dall’altro per garantire agli operatori di verniciatura una maggiore sicurezza in quanto nell’ambiente non si liberano più nell’aria solventi, che sono cangerogeni e che possono comunque essere inalati se si usano protezioni non adeguate.

Le vernici a solvente però vengono ancora prodotte e vendute, pertanto se per l’aerografia usi colori a base solvente, il mio consiglio è quello di usare con scrupolosità sistemi di protezione adeguati, come maschere di protezione con filtri idonei al materiale che si spruzza, in modo rigoroso se il lavoro è più impegnativo e di maggiore superficie.

Generalmente io consiglio sempre di avere un amico carrozziere a cui appoggiarsi per lavori di verniciatura impegnativi, e per la routine di supporti più piccoli che si possono aerografare e rifinire nel proprio laboratorio e nel proprio studio, ti consiglio un aspiratore professionale a ricircolo d’aria (quindi senza l’obbligo di fori all’esterno) che filtra ed estrae particolati nocivi dall’aria e formulata per l’aspirazione dell’overspray in aerografia, i fumi di saldatura, i vapori di solventi, le polveri da macinazione, particolato e polveri in generale, rimettendo nell’ambiente aria filtrata. 

Il filtro antiparticolato è composto da tre strati di fibra impregnata al carbone e trattiene particelle da 5 micron. Considera che  la granulometria delle particelle degli spray varia da 10 a 20 micron. Attraverso questo aspiratore l’esposizione dell’operatore a polvere e sostanze nocive si riduce drasticamente, considerando che è in grado di filtrare dai 400 ai 650 metri cubi di aria all’ora. Vuoi dare un’occhiata ad un buon assortimento di questi aspiratori? Clicca QUI!

Buon lavoro con l’aerografo! Ciao e al prossimo articolo!

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