Vai al contenuto

POSSO USARE COLORI 2K CATALIZZATI CON L’AEROGRAFO?

Si possono usare i colori catalizzati bicomponenti con l’aerografo? E quando? Su quali superfici? Queste sono le domande che mi vengono spesso sottoposte e per poterti dare un quadro esaustivo del problema bisogna capire cosa sono le vernici e i colori bicomponenti catalizzati, che comunemente vengono contrassegnati dalla sigla 2k, mentre le vernici e i colori monocomponenti, si contrassegnano con la sigla 1K.

I colori e le vernici monocomponenti sono prodotti che asciugano per evaporazione del solvente e per filmazione della resina che si àncora al supporto verniciato.

I colori 2k, bicomponenti catalizzati, sono costituiti da due prodotti: la vernice e l’induritore. Finché i due prodotti non vengono mescolati, ognuno dei due resta nella sua fase liquida. Quando invece vengono mescolati, l’asciugatura avviene per reazione chimica (catalisi) e il colore indurisce senza interagire con ciò che c’è sotto lo strato di 2K. Durante la catalisi emette energia, ovvero calore.

L’uso dei 2k è consigliato e adatto in diverse situazioni, soprattutto per l’elevata durezza superficiale, la brillantezza e la resistenza alla luce. Una frequentissima situazione è quando si deve trasparentare un lavoro su un casco, un serbatoio, un cofano, con l’obiettivo di conferire al disegno resistenza alle sollecitazioni esterne e alle abrasioni. Il 2k assolve perfettamente a questo compito.

Un altro ambito dove i 2k sono fondamentali è quello della preparazione di una superficie, con un fondo che isoli l’aerografia e le conferIsca resistenza, come ad esempio prima di aerografare un caschetto antifortunistico, generalmente in plastica o ABS, a cui va applicato un primer 2k per garantire tenuta agli urti e grip col successivo lavoro di decorazione.

Un’ultima situazione in cui i 2k sono indispensabili è quando si devono realmente colorare superfici su cui c’è bisogno di particolari caratteristiche di adesione e resistenza agli agenti esterni, compresi quelli atmosferici, come ad esempio lavori su marmo per esterni e su vetro per vetrate, rosoni per chiese, interior design, ecc.

Se usi queste vernici, segui attentamente le indicazioni della scheda tecnica del prodotto nel miscelare nella giusta quantità la vernice col catalizzatore. Puoi usare dei bicchieri di miscelazione graduati e mescolare i due prodotti seguendone il volume attraverso le scale che vedi in trasparenza. A volte i prodotti vanno miscelati 1:1, in altre occasioni le percentuali cambiano.

Ovviamente non devi sbagliare le percentuali perché potresti ottenere un risultato davvero indesiderato: se tu dovessi eccedere con l’induritore, la catalisi potrebbe accelerarsi e cominciare a indurire già dentro l’aerografo; se invece l’induritore dovesse essere scarso, la catalisi potrebbe diventare molto più lunga o addirittura non avvenire per niente, lasciando la vernice appiccicosa.

I colori 2k veri e propri vengono utilizzati in situazioni specifiche: sul marmo, sul vetro per interior design, o per aerografie su automezzi caratterizzati da vernici di fondo o trasparenti ceramicati. Sul vetro, ad esempio, una volta fatta la decorazione, non c’è bisogno né di finitura, né di cottura (come avviene per certe marche di colori da hobbistica), proprio per la particolare resistenza di queste resine colorate.

Con questi colori ti raccomando un’adeguata diluizione (ogni marca ti suggerirà quello più indicato, a volte potrai diluire anche con l’acqua, nonostante siano 2k, come ad esempio nel caso in alcuni prodotti della STANDOX, e soprattutto l’uso di un aerografo con un ugello non inferiore agli 0,5 mm.

Sia chiaro che questi prodotti sono professionali, comunemente usati da carrozzieri e verniciatori ma il loro uso non ti è precluso assolutamente, a patto che tu tenga conto che sono piuttosto costosi, specie se le caratteristiche tecniche sono altamente prestazionali.

La pulizia dell’aerografo deve essere fatta dopo l’uso e con diluente apposito (anche nitro). Un residuo di vernice 2k nell’aerografo che catalizzi all’interno del tuo strumento per mancata pulizia o peggio ancora per dimenticanza, può determinare il blocco dell’aerografo, senza nessuna possibilità di ripristinarne il funzionamento. Fortunatamente se hai dosato con precisione i due reagenti, la reazione chimica avviene lentamente e non avrai questo tipo di inconveniente durante il tuo lavoro.

Ti consiglio sempre l’uso di maschere protettive su bocca e naso e anche di guanti, perché questi colori sono particolarmente tenaci dall’essere rimossi dalle mani. Una cosa molto importante sarà quella di scaricare dal sito ufficiale la scheda tecnica dei colori della marca che hai scelto, in  modo da seguire attentamente le modalità applicative e i tempi di asciugatura.

Spero che questo articolo ti sia stato utile. Ciao e buon lavoro con l’aerografo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.