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5 CRITERI PER SCEGLIERE IL COMPRESSORE GIUSTO PER IL TUO AEROGRAFO

Molto spesso mi viene chiesto qual è il miglior compressore che si può abbinare al proprio aerografo, e chi fa la domanda spesso pensa che io possa rispondere con un paio di modelli e qualche suggerimento.

Niente di più sbagliato: il compressore è uno strumento fondamentale, esattamente come l’aerografo. Non puoi usare il miglior aerografo del mondo, alimentandolo con un macchinino che al più ti può ossigenare l’acquario! Eppure vedo spesso errori di questo genere e a questo punto voglio suggerirti 5 criteri per districarsi nella giungla delle offerte dei compressori in commercio:

  1. TIPOLOGIA DEL MOTORE
  2. RUMOROSITA’
  3. CON O SENZA SERBATOIO
  4. VOLUME D’ARIA EROGATA
  5. POTENZA DEL MOTORE

1) TIPOLOGIA DEL MOTORE: A SECCO O A BAGNO D’OLIO?

Come tutti i motori, anche i compressori durante il loro lavoro emettono calore e per il raffreddamento possono essere con motore a bagno d’olio oppure con motore con raffreddamento a secco. Nei primi il calore si disperde nell’olio del motore (come nel motore dell’auto).

Nei secondi il raffreddamento avviene per contatto con l’aria, sfruttando i materiali autolubrificanti con cui è costituito il pistone, generalmente teflon.

I compressori a bagno d’olio sono più pesanti, piuttosto costosi, non si prestano a continui spostamenti da un laboratorio a casa (come fanno alcuni) perché se si rovesciano in macchina e perdono olio, devono essere adeguatamente reintegrati del fluido perso, altrimenti grippano. I compressori a secco invece sono generalmente più leggeri, non hanno bisogno di manutenzione, si raffreddano automaticamente tenendoli vicino al tavolo di lavoro (non in un cassetto!) e sono obbligatori nel settore alimentare, dove quelli a bagno d’olio sono vietati in quanto l’olio lubrificante è tossico.

2) CHE RUMOROSITA’ SONO DISPOSTO AD ACCETTARE?

La rumorosità è un elemento davvero importante. I compressori da ferramenta, quelli con serbatoi di accumulo da 25/50 litri e oltre, vanno benissimo anche per l’aerografia (a patto che abbiano anche un riduttore di pressione, che peraltro si può sempre aggiungere se manca), sono piuttosto economici rispetto ai compressori dedicati all’aerografia, ma hanno il grosso handicap della rumorosità.

Se è vero che un compressore con motore a bagno d’olio o un buon compressore a secco variano dai 35 ai 45 decibel di rumorosità e ci puoi lavorare in casa, la sera, senza che si senta nella vicina camera da letto mentre i bambini dormono, i compressori da ferramenta vanno dagli 88 decibel in su, e quando ricaricano la bombola sono davvero rumorosi. Vanno bene in un laboratorio dove si lavora e il rumore non è una pregiudiziale.

Non vanno bene affatto per chi pensa di lavorarci nel proprio studio, magari la sera, specie se si abita in un condominio. Sopra trovi la scala dei decibel, attraverso la quale ti puoi fare un’idea sul valore della rumorosità e confrontarla con la rumorosità dichiarata di un compressore rispetto ad un altro.

3) COMPRESSORE CON O SENZA SERBATOIO?

Nel panorama variegato dei compressori oggi ci sono quelli con serbatoio (da 1 litro fino a quelli con bombole da 25/50 litri e più) e quelli senza. Quelli con serbatoio hanno una maggiore riserva d’aria, il motore lavora solo per riempirlo e riportarlo alla pressione massima e non quando tu schiacci il pulsante. Sono più pesanti e in genere più costosi, sia a secco che a bagno d’olio. Ma hanno però un’aspettativa di vita più lunga rispetto a quelli senza serbatoio.

I compressori senza serbatoio (a secco) dalla loro hanno la leggerezza, la maggiore maneggevolezza, che consente di portarli in giro senza alcuna controindicazione, sono più economici e nei casi di buona qualità erogano aria con le stesse performance di quelli con serbatoio, né più né meno. Sicuramente hanno però una maggiore possibilità di creare condensa che invece di ristagnare nel serbatoio (come nei compressori che ne sono dotati) tende a risalire lungo il tubo dell’aria, e se non intercettata da un filtro, può dare grattacapi durante l’aerografia. Ma il filtro se non c’è, si può sempre mettere.

4) CHE VOLUME D’ARIA DEVE EROGARE IL COMPRESSORE?

Questo è un dato importante. I compressori da poco non dichiarano mai quanta aria erogano, per cui diffidate sempre se la scheda tecnica è priva di questa informazione. Partendo dal presupposto che un aerografo con ugello tra 0,2 e 0,5 mm necessita mediamente di un volume d’aria che oscilla (a seconda di marche e modelli) tra i 12 e i 15 litri/minuto, un compressore con cui si vuole lavorare con buona qualità deve erogare almeno 17/20 litri al minuto.

Sconsiglio vivamente, se si opta per un utilizzo serio, di affidarsi a compressori che erogano meno di 10/12 litri al minuto. E spesso l’acquisto ricade su questi solo per il prezzo…ma la mia esperienza mi dice che quando si spende troppo poco…poi si spende 2 volte!

5) CHE POTENZA DEVE AVERE IL MOTORE?

La potenza del motore è un altro dato importante, e quando manca questa informazione dalla scheda tecnica, vuol dire che si tratta poco di più di un “aerosol” convertito per spruzzare aria! I più piccoli compressori a secco che però sono di buona qualità, non sono mai meno di 125 watt, che corrispondono a 1/6 di cavallo. I compressori da ferramenta hanno motori più potenti (1 Hp oppure 1,5 Hp) solo perché il motore deve essere più veloce per riempire il serbatoio, spesso molto capace.

Ma i compressori specifici per aerografia, quando il serbatoio c’è, vanno già benissimo a partire dai 125/140 watt in su, e mano a mano che il serbatoio è più grande, devono avere una potenza che lentamente sale.

Solo ora, quando hai valutato attentamente le caratteristiche di ciò che ti serve, puoi definire bene qual è l’investimento che sei disposto ad affrontare, in funzione del prezzo. Se metti il prezzo al primo posto nei parametri di scelta rischi di commettere errori davvero imperdonabili!

Se hai bisogno di ulteriori dritte contattami! Sarò con piacere a tua disposizione. Buon lavoro con l’aerografo!

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