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CASCO: 5 STEP FONDAMENTALI PRIMA DI AEROGRAFARNE UNO

Tempo di lettura approssimativo: 4 minuti

Molto spesso, tra i miei allievi del Corso Aerografo Start, ce ne sono alcuni che pensano di poter andare a casa e realizzare un’aerografia su un casco o sul serbatoio di una moto. E’ una pretesa davvero prematura perché un conto è avere la patente da due giorni, un conto è trovare qualche dritta sul web e pretendere di vincere da subito un gran premio di Formula 1!

Disegni che si sciolgono, vernici che si staccano, colori che si arricciano sotto l’effetto di trasparenti pseudo-universali sono solo alcuni esempi di come un bel lavoro aerografato possa andare totalmente distrutto perché ci si improvvisa pensando che la sola conoscenza dello strumento possa sopperire a tutte le altre conoscenze che ancora non si hanno.

Le variabili sono tante e la materia è talmente in evoluzione che non è semplice sapersi orientare.

Se parli con qualsiasi professionista del settore, ti incoraggerà a sperimentare e ad allenarti, ma ti avvertirà che il “CUSTOM” è un percorso lungo che va intrapreso con pazienza e metodo.

Perché per aerografare su superfici non assorbenti, non solo quindi sui caschi, prima di prendere in mano l’aeropenna bisogna conoscere perfettamente le caratteristiche dei materiali, le procedure proprie della carrozzeria in fatto di preparazione e di finitura e le caratteristiche delle vernici che userai.

Per semplicità e chiarezza ti indico 5 passaggi necessari prima di prendere in mano l’aerografo per decorare un casco:

1) SMONTAGGIO DEL PEZZO
2) ANALISI DEL MATERIALE
3) RIPRISTINO DELLA SUPERFICIE
4) OPACIZZAZIONE
5) PULIZIA

Tutti questi step sono indispensabili per mettere in cantiere un lavoro con le migliori premesse. Per quelli successivi ti invito la prossima settimana a leggere il blog seguente.

1) SMONTAGGIO DEL PEZZO

Devi smontare tutto ciò che è possibile rimuovere senza creare danni.

Nei caschi non esistono trucchi particolari, solo l’esperienza che puoi accumulare negli anni può farti evitare problematiche come le deformazioni delle guarnizioni e dei pezzi in plastica che sono stati incollati o sono ad incastro (es. le prese d’aria).

Quando è possibile vanno rimossi: visiera, guarnizioni, le griglie di aerazione, l’imbottitura e tutto ciò che può essere smontato.
Le cinghiette, quando non amovibili, vanno alloggiate all’interno del guscio nudo, che successivamente verrà incartato con cura. Eventuali borchie, bottoni, e tutto ciò che non può essere rimosso, vanno protetti con nastro carta. Devi rimuovere gli adesivi, facendo attenzione tra quelli vinilici e le decalcomanie, che spesso sono sotto trasparente. Ovviamente io mi riferisco ad un lavoro da fare su un casco commerciale, nuovo o usato, quindi con grafiche e trasparente.

2) ANALISI DEL MATERIALE


I caschi di buona qualità presentano sempre un’etichetta con il materiale di cui sono costituiti. Quando sono trasparentati non presentano problematiche di compatibilità con i colori acrilici per aerografo oppure con le vernici a base acqua da carrozzeria. Ti sconsiglio però di cimentarti nella decorazione di caschi ricoperti di PVC termoformabile, praticamente dei gusci dove viene applicata una pellicola che li riveste interamente e che danno, al tatto, una particolare sensazione satinata e sembrano gommosi. Queste pellicole non si possono opacizzare, perché si graffiano e toglierle dalla calotta implica un lungo lavoro di pulizia della colla e di ripristino del fondo (a ciò bisogna comunque aggiungere un primer) che alla resa dei conti non va affrontato senza valutare tempi e costi, e quindi se ne vale la pena.

3) RIPRISTINO DELLA SUPERFICIE

Se sono presenti graffi, è possibile usare diverse tipologie di stucchi, fondi in poliestere, bicomponenti, ecc.
Il ripristino della superficie è condizione indispensabile per ottenere un risultato soddisfacente nel lavoro di aerografia, ma questa operazione non ha nulla a che vedere con il disegno vero e proprio.
Nel calcolare il tuo preventivo devi differenziare bene il lavoro di disegno da quello di ripristino della superficie, se rovinata. Anzi, è preferibile che il tuo committente ti consegni il casco già adeguatamente ripristinato. Altrimenti rischi di lavorare (ammesso che tu sia del del mestiere) senza che il ripristino ti sia adeguatamente ricompensato, includendolo impropriamente nel prezzo dell’aerografia.

4) OPACIZZAZIONE

L’opacizzazione è una abrasione meccanica superficiale che favorisce l’adesione dei successivi strati di colore o vernice e che nulla ha a che vedere con la finitura della vernice del fondo: un casco nero lucido e uno nero opaco andranno entrambi opacizzati in egual misura, perché non è l’effetto visivo che ci interessa, ma una superficie sufficientemente satinata su cui aerografare.
Non devi mettere a nudo il materiale grezzo, ma semplicemente devi determinare una leggera satinatura superficiale che favorisca l’adesione della successiva aerografia.
Essa va sempre eseguita su tutto il pezzo, non solo sulla parte destinata al disegno.

5) PULIZIA

Dopo l’opacizzazione devi pulire il casco con un panno imbevuto di solvente antisiliconico per rimuovere polvere, impronte e residui di colla dovuti al distacco di adesivi, decalcomanie e soprattutto residui siliconici.
Se non usi un pulitore adeguato alla loro completa rimozione, i residui restano sotto il trasparente che verrà applicato alla fine, e ti determineranno in seguito bollicine, occhi di pernice e piccole vesciche che comprometteranno irreversibilmente il lavoro.
La presenza di questi residui intrappolati nel substrato, infatti, impedisce l’essiccazione chimica del trasparente, determinando questo sgradevole effetto.

Spero con questo articolo di averti aiutato a capire quali sono i 5 step a cui non puoi proprio rinunciare prima di aerografare un caso.

Ciao e buon lavoro con l’aerografo!

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