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AEROGRAFO: come rappresentare i CAPELLI

Tempo di lettura approssimativo: 4 minuti

Quando si tratta di aerografo, questo è uno degli argomenti che spessissimo mi viene sottoposto e che non può avere una risposta univoca. Se anche tu ti aspetti questo, c’è bisogno di chiarire alcune cose.

1) Se ti stai avvicinando all’aerografia devi prima capire come funziona lo strumento e di quali dimensioni stiamo parlando quando parliamo di dettagli come capelli, ciglia o cose del genere.

2) L’aerografia è una tecnica che può portarti a fare cose artistiche importanti, ma è e resta una tecnica. L’aerografo non si sostituisce a te, ma realizza quello che tu hai in mente. Se non hai un’idea precisa su come realizzare riflessi di luce su una chioma di capelli, se ti mancano le informazioni basilari anche del disegno (pur non necessitando di avere alle spalle un liceo artistico) l’aerografo trasferirà sul tuo supporto la tua effettiva competenza.

3) Devi avere un approccio molto preciso con lo strumento, che non è un pennarello, e di conseguenza non dipende dal diametro del puntale la dimensione della linea che tu farai (o del capello!) Ci sono altre variabili.

Presumo che tu sia già minimamente esperto e che sappia che la linea più sottile che tu possa fare, nelle condizioni migliori possibili, non può essere minore dello stesso diametro del tuo ugello: se possiedi un aerografo con ugello 0,2 mm, due decimi di millimetro (200 micron), sei già in difficoltà perché un capello umano, ha un diametro che mediamente va tra i 60 e gli 80 micron.

Se stai realizzando un ritratto a grandezza naturale, capisci subito che non hai chance se pensi di disegnare ad aerografo capello per capello.

Ecco quindi un buon motivo di riflessione: quanto grande sarà il tuo ritratto?

Se è piccolo (come capita di vedere sugli Zippo del maestro Mazzi), beh, c’è bisogno di ben altro che di un post per arrivare a tanto. Pratica, allenamento, e tanta, tanta esperienza. Se è grande, invece, hai molte possibilità in più: se stai realizzando un ritratto su una parete, magari alto un metro, i dettagli come i capelli, in proporzione, puoi realizzarli a mano libera e con facilità, perché su quelle dimensioni il sottile flusso del tuo aerografo ti consente realizzare capelli fotorealistici senza problemi.

Poi ci vuole sicuramente qualche conoscenza delle luci, buon spirito di osservazione, e la consapevolezza che il disegno è illusione: l’occhio vede ciò che non è reale ma può sembrarlo. Una cascata di capelli sarà spettacolare se saprai ingannare l’occhio, non se farai capello per capello. E per ingannare l’occhio, occorre qualche trucco e un po’ di fantasia. Il mio maestro Giorgio Guazzi è un guru di queste tecniche collaterali da abbinare all’aerografo e ti assicuro che i suoi risultati sono da urlo. Guarda ad esempio questa Marylin realizzata da lui.

Lui mi ha insegnato a simulare l’effetto dei capelli, quando le dimensioni del ritratto sono grandi (almeno 35×50 e oltre) utilizzando del filo di rame, del filo da pesca o del filo di nylon. Arrotolandolo secondo spire più o meno larghe e poi appoggiandolo al supporto tenendolo fermo con un dito, si può aerografare tra le spire in modo che il rotolino funga da stencil e lasci sottili zone decolorate.

Il colore deve essere nebulizzato leggero in modo da lasciare solo un piccolo filo di luce bianca dove il filo protegge il supporto. Questo trucco è molto interessante quando la chioma da realizzare è piena di ricci, come nel ritratto di Marylin.

Saper alternare matassine di vari diametri consente di sovrapporre cerchi di riccioli più grandi e più piccoli, rendendo l’effetto realistico.

Occorre però qualche prova e un poco di esperienza. Poi il tutto va raccordato a mano libera, accentuando per sovrapposizione le ombre e mettendo in risalto i riflessi sui capelli.

Comincia con qualche prova prima di cimentarti con un vero ritratto!

Spero di esserti stato di aiuto e buon lavoro con l’aerografo 😉

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