Vai al contenuto

5 ERRORI DA NON COMMETTERE CON L’AEROGRAFO SU SUPERFICI NON ASSORBENTI

In questi giorni mi sono state poste alcune domande relative a inconvenienti verificatisi durante il lavoro di aerografia su superfici non assorbenti. Dalle domande ho tratto alcune conclusioni e ho esortato gli autori di queste richieste a fare attenzione ad alcuni aspetti fondamentali. Perché avvicinarsi all’aerografia e cominciare a fare i primi lavoretti per esercitarsi non significa niente, se a monte non si lavora con un metodo di lavoro ben preciso. Anche se sei un hobbista. Non puoi permetterti di commettere 5 errori davvero intollerabili.

1) NON INIZIARE NIENTE SE NON CONOSCI IL MATERIALE SU CUI DEVI LAVORARE

Spesso mi vengono sottoposte foto di lavori con dei difetti di aerografia, che si verificano durante la lavorazione, che compromettono il risultato. La mia prima domanda è sempre la stessa: “Di che materiale è la superficie su cui stai lavorando?”. Molti pensano che una volta imparato a usare l’aerografo, si possa agire nello stesso modo dappertutto. Niente di più sbagliato.

Non incominciare niente se non sai di che natura è il tuo supporto. La risposta che mi viene data a volte è questa: “E’ un mobiletto tipo legno”. Ma di che cosa, chiedo io? Di metallo? E se lo è, è verniciato oppure no? E se non è di metallo, di cosa è? Di legno? E se è di legno, è legno verniciato oppure si tratta di un legno impiallacciato, ricoperto da un film laminato plastico, quello che comunemente chiamiamo fòrmica?

Sapere di cosa è fatto il materiale su cui stai per accingerti a lavorare, ti consente di stabilire correttamente una procedura di preparazione e di lavoro, oltre che una giusta scelta dei prodotti da usare. Non puoi transigere su questo, sennò dovrai sopportare lavori scadenti, con difetti evidenti e l’inevitabile spreco di tempo e denaro.

Ti rimando ad un altro articolo pubblicato su questo blog, dove ho descritto le procedure di lavorazione sulle superfici non assorbenti. Qui ti faccio qualche esempio, proprio partendo dal “mobiletto di materiale non meglio identificato”. Se fosse di metallo, devi verificare se è verniciato oppure no. Se si, è importante sapere se è stato verniciato con vernici nitro oppure vernici a polvere. Nel primo caso puoi opacizzare, sgrassare e aerografare.

Nel secondo non puoi lavorare nello stesso modo, perché la verniciatura a polvere, diversamente dalla verniciatura a nitro o all’acqua, si effettua a secco utilizzando polveri di resine sintetiche “sparate” da una pistola elettrostatica. Dopo essere stato rivestito, l’oggetto verniciato a polvere viene inserito in un vero forno dove subisce un idoneo processo di “cottura”: la polvere fonde e si polimerizza, formando uno strato aderente e spesso, molto più resistente delle altre verniciature. Su un manufatto verniciato a polvere non puoi aerografare direttamente, pur opacizzando e sgrassando, pena il distacco del lavoro. Dovrai prima isolare la verniciatura con un primer epossidico bicomponente specifico.

Modern red kitchen. 3d render.

E se il mobiletto è laminato, magari di formica? La fòrmica è il nome brevettato di un laminato plastico ottenuto pressando a caldo fogli di carta imbevuti di resine fenoliche o melamminiche; per la sua resistenza al calore, agli agenti chimici e all’abrasione è largamente usata nel rivestimento del legno, nell’arredamento, nel rivestimento di pannelli come truciolari, MDF, tamburati ed altro.

La formica può essere riverniciata, ma solo a patto di adoperare una vernice adatta: ad esempio un buon smalto a solvente, che garantisca una perfetta aderenza alla superficie dopo l’asciugatura.

2) NON USARE COLORI INADATTI AL LAVORO DA FARE

Nel caso della fòrmica, ad esempio, non c’è cosa peggiore del non sapere che non puoi lavorarci con colori a base acqua. Andare in un OBI o in un LEROY MERLIN e prendere un barattolo di smalto all’acqua per colorare un mobiletto di formica equivale a creare un film plastico sulla superficie dello stesso.

Alla prima mascheratura la vernice salterà via (come vedi nelle foto allegate),

perché non vi è alcuna possibilità che la fòrmica trattenga questa vernice in modo stabile. I risultati sono davanti ai tuoi occhi.

3) NON USARE COLORI NON ADATTI AL LAVORO AD AEROGRAFO

I colori per aerografo sono più cari, rispetto ad altre tipologie per altre tecniche, dal pennello, alla spatola ecc. Questo perché i pigmenti presenti in un colore specifico per aerografo sono macinati molto più finemente rispetto ai colori normali che si possono dare a pennello, che hanno una lavorazione inferiore, una macinatura specifica per il pennello ma inadatta agli aerografi con ugelli inferiori a 0,5./0,6.

A volte sono in pasta, come i POLYCOLOR della Maimeri, e qualcuno pensa di risolvere diluendo con l’acqua. Ma se il pigmento è macinato grossolanamente rispetto al diametro dell’ugello, a cosa serve diluire se poi continua a non passare?

Stessa cosa dicasi per le vernici all’acqua. Se possiedi colori di questo tipo, non avventurarti nel loro uso con ugelli inferiori a 0,5/0,6 mm e con un’adeguata diluizione preventiva.

4) OPACIZZARE NON SIGNIFICA TOGLIERE LA VERNICE O IL TRASPARENTE

Tutte le superfici non assorbenti vanno preparate a ricevere l’aerografia previo opacizzazione della superficie, ovvero la rimozione superficiale del riflesso della luce, attraverso tamponi abrasivi o carte abrasive fini (800/1000) oppure con spugne schotchbrite grigie (non di altri colori, perché anche questi materiali, specie quelli scuri, rischiano di graffiare o sverniciare).

Non devi quindi rimuovere il lucido superficiale fino ad arrivare al materiale grezzo, né tantomeno togliere completamente la vernice! Questo è indispensabile per consentire al colore dell’aerografia di “aggrappare” bene alla superficie sottostante e favorire la coesione tra questa e il tuo lavoro.

5) DARE IL PRIMER QUANDO SERVE

Quando dare un PRIMER o un FONDO AGGRAPPANTE che dir si voglia? Se il materiale non è sovraverniciato, quindi è grezzo, va dato SEMPRE. E va dato in base al materiale: primer per plastiche, primer per metalli ce ne sono quanti ne vuoi. Scegli una marca della quale vi sia una scheda tecnica per la corretta applicazione sui materiali giusti.

Se il materiale è invece sovraverniciato, non ha MAI bisogno di un primer, tranne che tu abbia bisogno di cambiare il colore del tuo supporto, per esigenze decorative: ad esempio, un casco verniciato nero, se tu ci devi fare sopra un paesaggio marino con nuvole bianche e cielo azzurro, avrà bisogno di essere primerizzato con una base bianca, prima di fare la decorazione che hai in mente.

Spero di averti chiarito un pò di dubbi, ma in caso contrario contattami senza problemi. Ciao e buon lavoro con l’aerografo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.