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AEROGRAFO: I CLEANER, I PULITORI E GLI ACCORGIMENTI UTILI

E’ assolutamente indispensabile che prima di approcciarti all’aerografo tu abbia un’idea molto precisa di quali saranno i colori che userai. Non tanto la marca, ovviamente, quanto la tipologia, perché, volendo farti un esempio banale, se userai l’aerografo in pasticceria con colori a base d’acqua, per la pulizia ti sarà sufficiente un po’ d’acqua, o al più dell’alcool etilico. Se intendi fare uso dell’aerografo nel custom, con vernici a solvente la questione cambia radicalmente.

Sul web, i siti specializzati nella vendita di prodotti per aerografia generalmente propongono cleaner o pulitori per lo più adatti ai colori acrilici, pertanto cerchiamo di capire assieme cosa ti può servire e quando usarlo.

Per i colori acrilici all’acqua sono in commercio cleaner per aerografo molto validi, di cui trovi un vasto assortimento nei negozi specializzati di settore, specie sul web. Questi prodotti sono formulati per sciogliere la resina del colore, che una volta asciutta lo rende impermeabile all’acqua.

Ecco quindi perché, se il colore dentro l’aerografo è ancora liquido, la semplice acqua lo rimuove quasi del tutto, mentre se si è asciugato, specie sulle pareti del serbatoio, è inattaccabile e impermeabile all’acqua.

Questi cleaner contengono dei tensioattivi (che servono a emulsionare il colore), un liquido per veicolare il cleaner (l’acqua) e piccole quantità di alcool (etanolo, isopropanolo), la cui funzione è quella di aggredire la molecola del polimero del colore e scioglierla.

Hanno pertanto le stesse caratteristiche di alcuni prodotti detergenti da supermercato, che all’occorrenza puoi usare senza problemi perché egualmente efficaci: Vetril, Glassex, Chante Clair oppure Amuchina gialla sono di certo più economici e vanno benissimo. In alcuni di questi prodotti compare anche (in piccole quantità) un solvente come l’ammoniaca, che favorisce una pulizia più approfondita.

Tutti questi detergenti da supermercato hanno l’unico inconveniente di fare un poco di schiuma, pertanto dopo il loro uso (da puri, non diluiti), devi risciacquare l’aerografo con acqua. Tutto ciò è comunque valido se stiamo usando colori acrilici a base acqua. Nel momento in cui cambiamo tipologia di colore, e optiamo per delle vernici a solvente la situazione cambia radicalmente.

Le vernici a solvente sono costituite da resina (il legante), pigmenti (la parte solida e colorante) e solventi. I leganti sintetici possono essere resine alchidiche, epossidiche e uretaniche, e ogni famiglia ha proprietà fra loro diverse.

I solventi sono composti organici volatili che influiscono sulla viscosità della vernice e sui tempi di formazione del film in fase di essiccazione. Essi non vanno a far parte del film una volta essiccato.

Le vernici a solvente non sono attaccabili dai cleaner per aerografo che abbiamo visto prima, e di conseguenza per la pulizia dell’aerografo bisogna intervenire con solventi appositi: o quelli consigliati dalla marca stessa di vernice usata, oppure solventi a base nitro, o altri solventi similari (acetone, ecc.).

Di fatto, uno dei solventi che si usano con maggiore frequenza è il solvente a base nitro, ottenuto da un particolare miscuglio di solventi: toluene, acetone, dicloropropano e sostanze altamente infiammabili.

In commercio, la tipologia di diluente nitro più diffusa è il diluente nitro antinebbia, composto da una miscela di vari solventi a rapida evaporazione che garantisce risultati ottimali anche in condizioni di umidità.

Una delle cose che mi vengono chieste più spesso è quella legata ai rischi che le guarnizioni dell’aerografo possono correre se si usano solventi aggressivi con quello nitro. Al giorno d’oggi la quasi totalità degli aerografi montano guarnizioni in teflon, e non più in gomma come accadeva una volta. Pertanto i rischi di rovinare le guarnizioni è ridotto quasi a zero, e se anche qualche aerografo monta ancora una guarnizione in gomma (come sulla filettatura esterna dei serbatoi avvitati) il solvente non ne viene a contatto, tranne che non sia tu metterci il serbatoio a bagno!

Altra tipologia di colori che devono essere utilizzati con grande attenzione sono quelli catalizzati bicomponenti, ovvero costituiti da una vernice e da un induritore. Oltre al fatto che questa tipologia va usata con ugelli nettamente più grandi di quelli soliti, va sottolineata l’importanza della giusta catalizzazione.

Se la sbagli, il colore può indurire direttamente nell’aerografo e in questo caso l’aerografo va buttato! Alla fine del lavoro, hai la necessità di pulirlo accuratamente con il diluente apposito indicato dalla casa madre della vernice, o con del solvente a base nitro, perché qualsiasi altro prodotto non è in alcun modo efficace.

Vuoi quache dritta in più? Contattami qui sotto! Sarò felice di aiutarti!

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