L’AEROGRAFO E IL MODELLISMO AERONAUTICO

A volte ho sentito parlare di modellismo identificandolo in qualche ragazzotto un po’ troppo cresciuto che gioca con colla, plastica e colori, ma ritengo che questa definizione sia davvero limitativa e spesso cavalcata da chi non conosce questo settore. In realtà questo mondo offre molto di più e la perfezione dei risultati è in continua evoluzione per tanti fattori, non ultimo la partecipazione attiva e ormai indispensabile dell’aerografo a questo processo.

Di solito chi pratica questo hobby vuole ricreare in scala ridotta un veicolo (sia esso nave, moto, auto o aereo) e vuole ottenere il risultato più aderente possibile alla realtà, partendo dal presupposto che di certo non è possibile trasformare la plastica su cui si lavora nel metallo con cui sono costituiti gli originali di riferimento ma con qualche trucco e l’uso dell’aerografo si possono imitare i colori reali, le sfumature, le colature di olio, le abrasioni e la ruggine.

Oggi prendiamo come esempio il velivolo F-16 che vedi nella foto originale in alto. Il modellismo di questo genere è molto praticato da chi ha un passato che in qualche modo ha avuto a che fare con l’aviazione, o semplicemente perché si è appassionati, e in questo caso chi si cimenta lo si fa per sé stesso. Oppure il modellista lavora per un cliente, i cui ricordi sono legati a questo ambiente, molto esigente e pignolo nella riproduzione dei particolari. Lavori di questo tipo sono quindi motivo di soddisfazione per la gioia di chi riceve il lavoro, e di grande sfida personale per chi li esegue.

Non entro nel merito delle problematiche che un modellista conosce da anni e tralascio tutta la parte che riguarda il montaggio le stuccature, perché questo articolo è incentrato sull’utilità dell’aerografo e sul fatto che con esso si possono ottenere effetti e risultati sconosciuti a chi lavora col pennello. Spesso infatti i miei corsi sono frequentati da appassionati modellisti che hanno visto i risultati di qualche loro collega e ne sono rimasti entusiasti al punto di cimentarsi anche loro con l’aeropenna.

Anche in questo campo bisogna conoscere la natura dei materiali su cui si lavora, i materiali e le loro interazioni con i colori che usiamo, che devono essere sempre compatibili e mai in conflitto.Nel caso del nostro aereo, per prima cosa un primer grigio di fondo, applicato ad aerografo, ci consente di creare un fondo di tinta uniforme da un lato (che farà da base aggrappante per i colori della decorazione) e di vedere i difetti di costruzione dall’altro.

La finitura di questo fondo deve risultare liscia e uniforme, assolutamente coprente in modo omogeneo su tutta la superficie, facendo attenzione che il colore non filtri sotto le mascherature che ricoprono le parti da proteggere (tipo i vetri, le luci, ecc.). Nel nostro caso la livrea dell’aereo presenta due grigi distinti: quello del colore di fondo che è il più chiaro e il secondo, che più scuro e che servirà a delineare meglio la mimetica dell’aereo.

L’aerografo permette molto più del pennello di ricreare l’effetto della tridimensionalità, pertanto, tutte le zone che rappresentano una porzione di metallo non piana vanno schiarite un poco al centro e scurite ai bordi in modo da ingannare l’occhio di chi guarda, oppure scurendo le zone e le pannellature in ombra.

In questi passaggi va fatta molta attenzione a non esagerare con l’effetto altrimenti si rischia di rovinare l’intero modello, i colori devono essere ben diluiti in modo da fare velature molto fini e raggiungere il risultato solo dopo varie mani di colore.

L’uso del plotter da taglio con il quale tagliare le scritte e la testa d’aquila della coda ci consentirà di completare l’opera in modo perfetto, assieme all’argento sui tubi di scarico della coda e anche a qualche decalcomania per i simboli più piccoli.

Osservate il modello ottenuto: ha davvero preso vita e ed è molto realistico, al confronto con quello della foto di riferimento.

Non me ne vogliano quindi i modellisti di lunga data, per questo articolo estremamente semplice: il mio intento era solo quello di avvicinare coloro che non conoscevano questa applicazione per mostrarne gli effetti e le potenzialità, lontane qualitativamente dalle lavorazioni tradizionali a pennello. Spero di averli incuriositi a questa tecnica e resto a disposizione per ulteriori approfondimenti.


Pubblicato

in

da

Tag:

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *